Ho appena letto una lezione del manuale AI-Guide su come adattare i materiali didattici per studenti con bisogni educativi speciali (BES) e disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). L'idea chiave: l'inclusivita' non e' "fare la versione facile", e' accessibilita'. Tre assi: forma della pagina (frasi corte, righe corte), sintesi visiva (mappe, schemi), semplificazione sintattica che NON taglia i termini chiave. L'IA accelera l'adattamento ma chi conosce lo studente (referente DSA, docente di sostegno) valida sempre. Voglio applicarlo a un materiale che devo adattare per la mia classe. Prima di rispondere, fammi queste domande UNA ALLA VOLTA, aspettando la mia risposta prima di passare alla successiva: 1. Quale disciplina o materia insegni? 2. A che livello scolastico (primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado, universita', formazione adulti) e in quale classe specifica? 3. Quale specifico bisogno educativo speciale vuoi affrontare (DSA dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, ADHD, BES non DSA, sostegno) e cosa dice il piano dello studente (PDP o PEI) sulle strategie gia' concordate, se lo conosci? Non darmi il nome dello studente ne' dettagli della diagnosi: descrivimi solo il tipo di bisogno. 4. Su quale materiale stai lavorando (un paragrafo del manuale, una scheda, una verifica) e quali sono i termini chiave che devono restare, perche' lo studente li ritrovera' alla verifica come i compagni? Dopo che ti ho risposto a tutte e quattro le domande, applica la tecnica: A) Parti dal mio materiale e producine una versione accessibile, calibrata sul bisogno che ti ho descritto: - sulla forma: frasi piu' corte, ordine diretto, periodi spezzati (la scelta di font e interlinea la faccio io nel programma di scrittura, tu lavora sul testo); - sui termini: tienili tutti, glossandoli tra parentesi alla prima comparsa, non sostituirli con sinonimi piu' vaghi; - aggiungi, se utile per questo bisogno, l'ossatura di uno schema o di una mappa (come elenco o ASCII, non come immagine). B) Alla fine dimmi esplicitamente: - quali termini chiave hai mantenuto; - cosa NON hai cambiato del contenuto (i fatti che la verifica chiedera' a tutti); - dove hai semplificato la sintassi rischiando di toccare una sfumatura, cosi' la ricontrollo io. C) Ricordami a fine risposta che questa e' una bozza da far validare a chi segue lo studente (referente DSA o docente di sostegno) prima di portarla in classe, e che non devo chiederti di valutare la gravita' del disturbo ne' di scavalcare il piano esistente. Se in qualche passaggio ti servono informazioni che non ti ho dato (il materiale completo, i termini chiave, cosa prevede il piano), chiedimele invece di inventare. Sii concreta: niente template generici, niente "questo dipende dal tuo contesto", niente liste di possibilita'. Mostrami una sola applicazione, calata sui dati che ti ho dato.