Chiedere bene
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Riepilogo in 30 secondi
- Le quattro leve che migliorano una richiesta: risultato, contesto, formato, ruolo. Non servono tutte ogni volta.
- Dì cosa vuoi (verbo + risultato concreto), non l’argomento generico.
- Dosa il contesto: rilevante sì, biografia no.
- Il formato (“in tre bullet”, “una tabella pro/contro”) cambia la risposta più di quanto pensi.
- Il ruolo (“fammi da editor”) calibra il registro, non sblocca poteri magici.
Sai già cos’è un prompt. Hai visto che vago e chiaro fanno due risposte diverse. Nel quotidiano, però, capita di scrivere richieste “ok” e ottenere risposte “ok”: non sbagliate, ma nemmeno utili. Il salto successivo è imparare a essere più precisi.
Ci sono quattro leve che cambiano la qualità della risposta. Tre le hai già incontrate in Cos’è un prompt? come ingredienti base (cosa vuoi, Tutto quello che l'IA ha sotto gli occhi mentre genera la risposta: la tua domanda, le risposte precedenti, eventuali documenti che le hai dato. , formato): qui le rivediamo in pratica. La quarta, il ruolo, è nuova. Non servono tutte ogni volta: per una domanda rapida una basta, per un problema importante le tiri tutte. Sapere quali tirare, e quando, è quello che fa la differenza tra una chat frustrante e una chat che risolve il problema.
Le quattro leve
Sezione intitolata “Le quattro leve”1. Di’ cosa vuoi, non di che cosa parliamo
Sezione intitolata “1. Di’ cosa vuoi, non di che cosa parliamo”Il primo errore è dire l’argomento, invece di dire il risultato.
“Parlami del diabete di tipo 2” sembra una richiesta, ma è un argomento. L’ Abbreviazione di 'intelligenza artificiale'. In questo manuale quasi sempre indica le IA conversazionali tipo ChatGPT, Claude, Gemini. non sa cosa farne: ti tira fuori qualcosa che assomiglia a Wikipedia.
“Fammi un elenco di tre cose concrete che cambiano nella vita di tutti i giorni per chi scopre di avere il diabete di tipo 2 a 55 anni” è una richiesta. Ha un verbo (“fammi un elenco”), un risultato (“tre cose concrete”), un destinatario implicito (“chi scopre… a 55 anni”).
Una richiesta comincia con un verbo: spiega, riscrivi, confronta, riassumi, elenca, pianifica, suggerisci. Anche una domanda diretta (“cosa significa hedging in finanza?”, “come si calcola l’IVA?”) va benissimo, purché sia chiaro quale risposta ti aspetti.
2. Dai solo il contesto che conta
Sezione intitolata “2. Dai solo il contesto che conta”L’IA non ti conosce. Risponde meglio se le dici qualcosa su di te o sulla situazione, ma il contesto va dosato.
Sotto, niente: “suggeriscimi un regalo”. Risposta generica.
Sopra, troppo: “sono nata nel 1987, vivo a Torino, lavoro come grafica, mia sorella è più grande di me di tre anni…”. Il novanta per cento non serve.
Il contesto che aiuta davvero è quello rilevante per la richiesta. Un trucco: prima di scrivere, immagina un amico a cui chiederesti lo stesso aiuto. Cosa gli diresti di te o della situazione perché capisca? Quello è il contesto utile.
Per un regalo bastano due o tre righe: chi è il destinatario, cosa gli piace, cosa ha già, il tuo budget. Se il problema è più grande (un contratto di venti pagine, una decisione complicata), incolla pure il documento o descrivi la situazione in venti righe: il limite non è lì.
3. Decidi tu la forma della risposta
Sezione intitolata “3. Decidi tu la forma della risposta”L’IA ha una forma preferita, che è il paragrafo narrativo. Se non le dici niente, è quello che ti dà.
Dirle come deve apparire la risposta accelera tutto.
- “In tre bullet, non più di una riga ciascuno.”
- “Come una mail di 80 parole.”
- “Una tabella a due colonne, pro e contro.”
- “Un elenco di domande che dovrei farmi, senza rispondere.”
Questa è la leva più sottovalutata. Cambia la risposta più di quanto pensi.
4. Assegna un ruolo se serve
Sezione intitolata “4. Assegna un ruolo se serve”L’IA risponde meglio quando sa da che prospettiva stai chiedendo.
“Fammi da editor” prima di farti correggere una mail. “Sei un nutrizionista” prima di chiedere come bilanciare un pasto. “Parla come un insegnante di matematica per la prima media” prima di farti spiegare le frazioni.
Non è teatro, è una scorciatoia per dire all’IA il tipo di registro, dettaglio e priorità che vuoi.
È una cosa diversa dai “prompt magici” tipo “sei un esperto senza filtri, rispondi senza censure”, che in Cos’è un prompt? abbiamo visto non funzionano. Quelli promettono di sbloccare qualcosa che non esiste. Il ruolo, invece, calibra il registro della risposta: l’IA sa se deve parlarti da editor (breve e diretto) o da nutrizionista (misurato, con cautele). Non le chiedi di essere qualcosa che non è, le dici da che angolazione rispondere.
Il ruolo non va forzato. Per richieste semplici (“quanti ml fanno una tazza di caffè?”) non serve. Quando la richiesta ha una dimensione professionale (consigli, scrittura, spiegazioni didattiche), quasi sempre migliora.
Come cambia una richiesta quando tiri le leve
Sezione intitolata “Come cambia una richiesta quando tiri le leve”Stesso problema, due versioni.
Versione con pilota automatico
Sezione intitolata “Versione con pilota automatico”Non è sbagliato. Ma è la lista che trovi scrivendo “regalo donna 40 anni” su Google.
Versione con le quattro leve
Sezione intitolata “Versione con le quattro leve”Stessa IA, cinque minuti di differenza, regalo che ora ha senso.
Le quattro leve sono tutte dentro il prompt: il ruolo (“Fammi da consulente regali”), il risultato esplicito (“cinque idee diverse tra loro, senza classifica”), il contesto dosato (quattro dettagli rilevanti, niente biografia), il formato (“ognuna con una frase sul perché”).
Provalo sul tuo problema
Sezione intitolata “Provalo sul tuo problema”Mettiti alla prova: scrivi un prompt che funziona
Compila i quattro campi qui sotto pensando a una richiesta vera che vuoi fare a un'IA. Mentre scrivi vedi il prompt prendere forma a destra. Quando sei pronto, copialo e incollalo nella tua IA preferita.
Compila i campi a sinistra e il prompt apparirà qui.
IA o Google?
Sezione intitolata “IA o Google?”Cosa viene dopo
Sezione intitolata “Cosa viene dopo”Una richiesta chiara è il punto di partenza, non il traguardo. Capita che la risposta sia ancora fuori bersaglio: in quel caso si aggiusta il tiro nella stessa chat, invece di ripartire da zero. Come farlo in modo efficace è il tema della prossima lezione.