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    Domande per verifiche

    ~ min di lettura

    Riepilogo in 30 secondi
    • L’IA genera venti domande in un minuto. Il problema è che metà sono banali e qualcuna ambigua: il tuo lavoro è scegliere e tarare, non produrre in volume.
    • Quattro formati, ognuno con il suo criterio: aperte (una cosa precisa, non un saggio mascherato), multiple (distrattori = errori tipici, non assurdità), vero/falso (solo per fatti netti), problem-solving (soluzione passo-passo, staccata dalla consegna).
    • Tara la difficoltà sulla scala di Bloom: una verifica equilibrata copre tre o quattro livelli, non solo la memoria.
    • Domande che reggono allo studio con l’IA: applicazione a casi nuovi visti in classe, collegamenti a tuoi esempi, vincoli formali stretti.
    • Due passate prima di somministrare: leggi tutto da correttore, poi rispondi tu come uno studente medio. L’IA produce domande ambigue o fattualmente sbagliate.

    Chiedere all’IA venti domande di verifica su un capitolo è questione di un minuto. Il problema è quello che torna indietro: cinque domande banali che chiunque ricaverebbe dal titolo del paragrafo, qualcuna ambigua dove non si capisce cosa stai chiedendo, e in mezzo tre o quattro che funzionano. Il valore che aggiungi tu non è la produzione in volume, che l’IA fa più in fretta di te. È la scelta delle domande giuste e la loro taratura sul livello della classe.

    Ogni formato misura una cosa diversa e si chiede in modo diverso. Questi quattro coprono quasi tutto.

    Domande aperte. Misurano la comprensione e la capacità di costruire un ragionamento. Il prompt utile è stretto: “tre domande aperte sul capitolo X, rispondibili in 5-10 righe, livello applicare”. Il controllo da fare: ogni domanda deve chiedere una cosa precisa. L’IA tende a produrre domande-saggio mascherate (“Analizza cause, conseguenze e significato di…”) che in dieci righe sono irrispondibili e impossibili da correggere allo stesso modo per tutti.

    Scelta multipla. Misura riconoscimento e applicazione. Quattro alternative, una corretta, tre distrattori. Il distrattore buono è un errore che uno studente fa davvero, non un’assurdità che si scarta a colpo d’occhio. Il prompt che alza la qualità: “per ogni distrattore, dimmi perché uno studente potrebbe sceglierlo”. Se l’IA non sa giustificare un distrattore, quel distrattore non è plausibile e va buttato. Nelle materie dove quasi tutto è interpretazione (filosofia, storia dell’arte) la scelta multipla regge male, perché costringe a una precisione finta: lì conviene puntare sulle domande aperte.

    Vero/falso. Utile solo per fatti netti, e raro nelle materie dove quasi tutto ha sfumature. Il rischio è che l’IA generi vero/falso su affermazioni interpretabili, dove la risposta dipende dal contesto e lo studente ha ragione a contestare. Il vincolo da mettere nel prompt: “evita vero/falso su questioni che ammettono eccezioni o interpretazioni”.

    Problem-solving. Per matematica, fisica, chimica, economia, informatica: casi ed esercizi con dati. Il prompt utile: “tre problemi di difficoltà crescente sul tema X, ognuno con la soluzione passo-passo, ma tieni le soluzioni separate dalle consegne”. La soluzione passo-passo ti serve per correggere e per controllare che il problema sia ben posto, ma non deve finire sul foglio dello studente. Funziona identico per un problema di fisica o un esercizio di matematica: stessa richiesta, stessa soluzione passo-passo da staccare. L’esercizio di approfondimento a fine lezione te ne fa costruire uno sul tuo programma.

    Il livello di una domanda non è “facile” o “difficile” a sentimento. La scala di Bloom dà sei gradini di operazione mentale, dal più meccanico al più impegnativo: ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare. Una verifica equilibrata ne tocca tre o quattro, invece di appiattirsi su un gradino solo. Tutta sul “ricordare” misura la memoria e nient’altro, ed è anche la più facile da aggirare con l’IA. Tutta sul “creare” (“cosa ne pensi di…”) diventa vaga e impossibile da correggere con criterio.

    Il confine fra un gradino e l’altro è dove ci si perde. Sullo stesso capitolo di storia: “elenca le cause della guerra” è ricordare; “spiega come il sistema di alleanze trasformò un attentato locale in una guerra continentale” è applicare, perché usi un meccanismo su un caso; “pesa le cause profonde contro quelle scatenanti e stabilisci quale conta di più” è analizzare, perché scomponi e metti in relazione. Mettere il livello nel prompt (“domande di livello applicare e analizzare”) è il modo più rapido per spostare la verifica dove la vuoi.

    Storia, terza superiore, il capitolo sulla Prima guerra mondiale. Sei domande di formati misti in un turno.

    Tu
    Genera 6 domande di verifica sul capitolo della Prima guerra mondiale, terza superiore. Mix: 2 aperte (5-10 righe, livello analizzare), 3 a scelta multipla con 4 alternative, 1 problem-solving su un caso storico. Per ogni distrattore delle multiple, dimmi perché uno studente potrebbe sceglierlo. Tieni le soluzioni separate dalle consegne.
    IA
    Domande aperte (analizzare) 1. Spiega perché il sistema di alleanze trasformò un attentato locale in una guerra continentale. 2. Confronta la guerra di movimento del 1914 con la guerra di trincea che seguì: cosa cambiò e perché. Scelta multipla 3. L'Italia entra in guerra nel 1915 a fianco di: a) Germania e Austria-Ungheria b) Francia, Regno Unito e Russia [corretta] c) Impero ottomano d) resta neutrale fino al 1917 4. Una causa profonda (non scatenante) della guerra fu: a) l'attentato di Sarajevo b) la corsa agli armamenti e i nazionalismi [corretta] c) l'affondamento del Lusitania d) la rivoluzione russa 5. Il Patto di Londra (1915): a) sanciva una pace separata tra Italia e Austria b) prometteva all'Italia territori in cambio dell'intervento [corretta] c) era l'armistizio finale del 1918 d) istituiva la Società delle Nazioni Problem-solving (caso storico) 6. Immagina che l'Italia sia rimasta neutrale per tutto il conflitto. Argomenta due conseguenze plausibili sul fronte italo-austriaco e una sul dopoguerra italiano, usando fatti del capitolo. --- Soluzioni (da staccare) e perché dei distrattori 3-b. a) confonde la Triplice Alleanza pre-guerra con gli schieramenti del 1915; c) associa l'Italia agli Imperi centrali; d) confonde l'Italia con gli Stati Uniti. 4-b. a) è la causa scatenante, non profonda (errore di categoria tipico); c) e d) sono eventi successivi allo scoppio del conflitto. 5-b. a) inverte il senso del patto; c) e d) confondono con eventi di fine guerra o del dopoguerra.

    Le sei domande coprono più livelli di Bloom (ricordare con le multiple, analizzare con le aperte, applicare e valutare con il problem-solving) e quattro formati in uno. Il pezzo che fa la differenza è la riga del “perché” sotto ogni distrattore: ti dice se l’alternativa sbagliata è un errore vero (la 3a, che confonde la Triplice Alleanza con gli schieramenti di guerra, è l’errore classico) o un riempitivo da scartare. Dove la giustificazione è debole, riscrivi il distrattore o butti la domanda.

    Non somministrare la verifica così com’esce. Una batteria interamente generata dall’IA ha un’uniformità di tono che si riconosce, e contiene quasi sempre una domanda ambigua o sbilanciata. Scegli le domande buone, taglia le ambigue, riscrivi quelle che quasi funzionano: la verifica è tua perché è tua la responsabilità del voto.

    Non fidarti dell’IA sulla correttezza tecnica. Date storiche, formule chimiche, passaggi matematici, definizioni giuridiche: l’IA li sbaglia con la stessa sicurezza con cui li azzecca. Ogni domanda che poggia su un fatto preciso va verificata su una fonte, non sulla seconda risposta dell’IA.

    Non fare domande trabocchetto su dettagli mai visti. Se le chiedi domande “difficili”, l’IA pesca volentieri da trafiletti e note a margine che la tua classe non ha mai trattato. Difficile deve voler dire alto sulla scala di Bloom, non oscuro.

    Domande pronte significa verifiche somministrabili. Ma una verifica, dopo, va corretta, e lì il rischio è opposto: lasciare che sia l’IA a dare il voto. La prossima lezione parla di come usarla come assistente di correzione, con una rubrica esplicita, senza che diventi lei il giudice.