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Scrivi qualcosa per cercare nel manuale

    Quello che condividi quando usi l'IA

    ~ min di lettura

    Riepilogo in 30 secondi
    • Quello che scrivi va sui server dell’azienda (OpenAI, Anthropic, Google) e resta lì per un po’.
    • Tre destinazioni: conservazione nel tuo account, possibile uso per allenare modelli futuri, revisione a campione per sicurezza.
    • Le regole cambiano col piano: gratuiti e consumer possono usarlo per allenamento (lo disattivi nelle impostazioni), aziendali no di default.
    • Non dargli mai: dati di altre persone, documenti sensibili di terzi, segreti professionali, password o numeri di carta.
    • Test mentale: “se questa cosa finisse in una ricerca Google fra un anno, mi creerebbe un problema?” Se sì, pensaci due volte.

    Quando scrivi un messaggio a ChatGPT, Claude o Gemini, quel messaggio non si dissolve nell’aria. Viaggia a un server di un’azienda, viene letto da un programma che produce una risposta, e lascia una traccia che qualcuno conserva per un po’.

    Sapere cosa succede davvero ti permette di scegliere con calma cosa condividere e cosa tenere fuori. Non è una lezione per diventare paranoici: serve per usare l’IA tranquillamente sulle cose di tutti i giorni e per fermarti un secondo quando stai per darle qualcosa di delicato.

    Tutto quello che scrivi nella casella di testo viene inviato all’azienda che gestisce il servizio: OpenAI per ChatGPT, Anthropic per Claude, Google per Gemini. Non solo il testo: se carichi un PDF, una foto o un audio, li manda anche quelli.

    Una persona che sbircia dall’altra parte non c’è. Il tuo messaggio diventa numeri, il modello produce una risposta, ti torna indietro. Ma una copia di quello che hai scritto resta comunque sui server dell’azienda, almeno per un po’.

    Le aziende serie non leggono le conversazioni per sport. Fanno però controlli a campione per individuare usi illeciti (minacce, materiale pedopornografico, frodi) o per migliorare il prodotto: se la tua conversazione cade in quel campione, può passare dagli occhi di qualche persona del loro team, sotto obblighi di riservatezza.

    Tre cose, con varianti da prodotto a prodotto:

    1. Conservazione. La conversazione viene salvata nel tuo account così la ritrovi dopo. Di solito resta lì finché non la cancelli tu.
    2. La fase in cui un'IA impara leggendo enormi quantità di testo: libri, pagine internet, conversazioni, codice. Da lì ricava i suoi schemi. dei modelli futuri. Alcune aziende usano quello che scrivi per migliorare i loro prossimi modelli. Non significa che la prossima versione sputerà la tua conversazione: il tuo testo viene mischiato con milioni di altri.
    3. Revisione per sicurezza. Campioni piccoli possono essere letti da personale addetto, per individuare abusi o migliorare il prodotto.

    Il punto importante: queste regole cambiano a seconda del piano che hai (il tipo di abbonamento). Lo leggi in alto nelle impostazioni del tuo account: “Free”, “Plus”, “Pro”, “Team” e così via.

    • Piani gratuiti e consumer (ChatGPT Plus, Claude Pro, Gemini personale): anche se paghi un abbonamento come Plus o Pro, dal punto di vista della privacy sei nella categoria “consumer”. Di default le conversazioni possono essere usate per allenamento, ma puoi disattivare l’opzione nelle impostazioni.
    • Piani aziendali (Team, Enterprise, Business): di default non vengono usate per allenare i modelli, e l’azienda si impegna contrattualmente con il tuo datore di lavoro.
    • API per sviluppatori: altre regole ancora, di solito nessun allenamento di default.

    Se la cosa ti interessa davvero, cercala nelle impostazioni del prodotto che usi: la voce di solito si chiama “Controlli privacy”, “Data controls” o “Privacy & security”.

    Un test mentale semplice: “se questa cosa finisse in una ricerca Google fra un anno, mi creerebbe un problema?” Se la risposta è sì, pensaci due volte.

    In pratica, tieni fuori dalle chat dei piani gratuiti e personali:

    • Dati di persone che non sono te. Se copi una mail di una collega così com’è, stai condividendo il suo indirizzo, i suoi argomenti, il suo modo di scrivere. Non sono dati tuoi da regalare.
    • Documenti sensibili di altri. Referti medici di familiari, atti legali che riguardano parenti, dati fiscali di terzi.
    • Segreti professionali. Codice aziendale non pubblico, strategie commerciali, prezzi riservati, liste clienti. Molte aziende hanno policy esplicite: prima di incollare qualcosa di lavoro in ChatGPT “personale”, guarda se esiste un piano aziendale dedicato.
    • Credenziali. Password, Una specie di password tecnica che gli sviluppatori usano per far parlare un'applicazione con un servizio. Non è roba che useresti se non stai programmando, ma a volte compare in file di lavoro. , numeri di carta di credito, PIN. Mai, per nessun motivo.

    Per i tuoi dati personali il calcolo è diverso: se ti aiuta farti spiegare una tua bolletta, è una scelta tua. Ricorda solo che quella bolletta, col tuo nome e il tuo indirizzo sopra, lascia una traccia.

    Non devi fidarti a scatola chiusa: le IA serie ti danno controlli veri.

    • Spegnere l’uso per allenamento. Su ChatGPT: Impostazioni → Controlli dati → disattiva “Migliora il modello per tutti”. Su Claude: di default non vengono usate per allenamento per gli utenti dei piani standard. Su Gemini: Impostazioni → Attività → controlla l’opzione “Attività delle app Gemini”.
    • Chat temporanee. Una modalità “usa e getta” in cui la conversazione non viene salvata e non viene usata per allenamento. ChatGPT la chiama “Chat temporanea”, altre piattaforme hanno equivalenti.
    • Cancellare conversazioni o l’intera cronologia. Sempre disponibile, dentro le impostazioni del tuo account.

    Attenzione: disattivare l’uso per allenamento non cancella la conversazione. Il tuo testo resta comunque sui server dell’azienda per un periodo (tipicamente 30 giorni, anche dopo averla cancellata tu). È il tempo previsto per obblighi antifrode, risposta a eventuali ingiunzioni giudiziarie, e audit interni. Dopo quel periodo viene cancellato davvero.

    Tratta l’IA come un collega fidato di cui non conosci tutta la catena informativa dietro. Ti fidi a raccontargli la tua giornata, a farti aiutare con un’email difficile, a riassumere un articolo. Non gli daresti la password del conto, non gli faresti leggere le chat private di un amico.

    Se ti accorgi di stare per dargli qualcosa di delicato, fermati un secondo e chiediti se ti serve davvero per quello che stai facendo. Molte volte la risposta è sì e procedi senza pensieri. Qualche volta è no, e hai appena evitato un problema.

    Hai finito il modulo Fondamenti. Da qui in avanti il manuale entra nel modulo Uso quotidiano: come usare l’IA per scrivere meglio, riassumere documenti, capire cose complicate, imparare argomenti nuovi, pianificare.